Dialogo tra Ernesto Balducci ed Edgar Morin
Ernesto Balducci Edgar Morin, Ripensare la politica - (1)
Dialogo del 17 Gennaio 1991 nella trasmissione "Le tribù della
Terra" sulla Terza Rete Rai - Presentazione di Patrizia Lotti 10 Ottobre 2003
" l' accento non è più posto sul soggetto proprietario, ma sulla
funzione che un bene deve svolgere nella società. Partendo da questa
premessa, si è data una prima definizione dei beni comuni: sono quelli
funzionali all' esercizio di diritti fondamentali e al libero sviluppo
della personalità, che devono essere salvaguardati sottraendoli alla
logica distruttiva del breve periodo, proiettando la loro tutela nel
mondo più lontano, abitato dalle generazioni future. L'aggancio ai diritti fondamentali è essenziale, e ci porta oltre un
riferimento generico alla persona. In un bel saggio, Luca Nivarra ha
messo in evidenza come la prospettiva dei beni comuni sia quella che
consente di contrastare una logica di mercato che vuole "appropriarsi
di beni destinati al soddisfacimento di bisogni primarie diffusi, ad
una fruizione collettiva". Proprio la dimensione collettiva scardina la
dicotomia pubblico-privato, intorno alla quale si è venuta
organizzando nella modernità la dimensione proprietaria. Compare una
dimensione diversa, che ci porta al di là dell' individualismo
proprietarioe della tradizionale gestione pubblica dei beni. Non un'
altra forma di proprietà, dunque, ma «l' opposto della proprietà»"
Prodi
è il principale artefice delle privatizzazioni così come sono
state fatte: i costi a noi e i profittti a lorsignori. Gran parte
dell'attuale debito pubblico consiste in quanto ci sono costate
ferrovie (soprattutto), Alitalia, eccetera. Con manager che ne sono
regolarmente usciti con le tasche piene (Cimoli, ad esempio l'ha
girate tutte: Trenitalia, Alitalia, Tirrenia...).